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Solidarietà con i combattenti contro il fascismo

Ayten Öztürk è di origine araba ed è nata nella città di Antakya (Turchia). In tenera età si unì alla resistenza per una Turchia indipendente, democratica e socialista. In questa lotta perse suo fratello, suo marito e sua sorella.

Ayten è stata imprigionata, condannata e poi rilasciata. La sua lotta è al fianco del malcontento dei suoi parenti e compagni. Continua l’attività nell’organizzazione e rientra di nuovo nell’elenco dei ricercati. Decide dunque di lasciare la Turchia e continuare la sua opera di resistenza in esilio. Il 9 marzo 2018, Ayten viene arrestata all’aeroporto Hariri di Beirut (Libano) con la scusa di viaggiare con documenti irregolari. E’ stata interrogata per una settimana nel dipartimento di espatrio. Lì vuole approfittare dei suoi diritti e chiede di emigrare in un paese terzo. Ma invece “svanisce” nel nulla e dal 14 marzo al 28 agosto non ci sono più notizie di lei. Parenti, avvocati, rappresentanti di diverse organizzazioni, nonostante tutti i loro sforzi, non hanno potuto ottenere informazioni su di lei.

Al governo libanese è stato chiesto dove si trovasse Ayten Öztürk. Se fosse stata condannata – quando, quale fosse l’accusa, dove veniva citata e perché i suoi avvocati non potessero ottenere informazioni su di lei. Non fu data nessuna risposta. Se viene trasferita alle autorità turche, per quali motivi e quando? Non fu data nessuna risposta.

E’ stata fatta richiesta anche al governo turco. Se Ayten è stata consegnata dal Libano, dov’è? Perché la sua famiglia e i suoi avvocati non ricevono alcuna informazione? Nuovamente non fu data nessuna risposta.

Dopo che queste domande sono state poste alle istituzioni dei due paesi dai parenti e dagli avvocati di Ayten, gli amici e i compagni le hanno fatte pubblicamente. Il 28 agosto, l’unità speciale della polizia politica turca mette in scena la “scoperta” di Ayten nella zona deserta vicino ad Ankara. In tarda serata dello stesso giorno gli avvocati sono riusciti a vederla fugacemente. Il 30 agosto Ayten si trovò di fronte a un tribunale che decise il suo arresto e quindi il trasferimento nella prigione di Sincan (Ankara). Il suo tentativo di dire al tribunale l’esperienza che aveva vissuto non è stata presa in considerazione. Infatti non hanno ascoltato né registrato che è stata torturata durante il periodo in cui si trovava in un luogo sconosciuto. Ovviamente, il regime di Erdogan non vuole ascoltare le cose che gli sono ben note, e noi, suoi amici, vi racconteremo quello che lei ha raccontato.

Dopo l’arresto, Ayten ha chiesto asilo politico in un paese terzo. E’ stata allontanata dal luogo in cui è stata tenuta per una settimana con un sacco sulla testa e le manette. Ricorda di essere stata trasportata su un aereo e coloro che la scortavano le hanno detto che avevano fatto giungere un aereo appositamente per lei. Il volo durò più di un’ora. Le sue mani sono state costantemente ammanettate e la testa sempre nel sacco. Per giorni è stata torturata e tenuta nuda, con gli occhi bendati e le mani legate. Le offrirono di collaborare, ma lei rifiutò. Smise di parlare con i suoi torturatori. Tacque per sei mesi e quando incontrò per la prima volta gli avvocati, ebbe difficoltà a parlare!

Ora è in una cella della prigione di Sincan, dove si trova con altre tre donne detenute. Queste donne aiutano Ayten a riprendersi. Hanno contato 868 cicatrici sul suo corpo.

Come ogni regime criminale, anche quello di Erdogan ha paura della verità e sta cercando di nascondere i suoi crimini. Ecco perché faremo del nostro meglio per far sì che il caso di Ayten raggiunga il maggior numero possibile di persone affinché tutti possano esprimere la loro indignazione per l’arresto di un rifugiato politico che, contro la sua volontà, è stato consegnato allo Stato che lo perseguita, dopo che per mesi è stato torturato e tenuto nell’oscurità. Scrivi al ministro della Giustizia del regime Erdogan in Turchia e al governo Hariri in Libano, protesta davanti all’ambasciata turca.

Puoi anche scrivere ad Ayten in carcere, ogni saluto sarà un balsamo per le sue ferite.

Esortiamo il governo Hariri a fornire informazioni complete e a segnalare i colpevoli dell’arresto e della deportazione del rifugiato politico e combattente contro il fascismo Ayten Öztürk dal Libano alla Turchia. Il regime di Erdogan è pienamente responsabile del rapimento illegale da un altro paese, della privazione di tutti i diritti e della crudele tortura che Ayten ha subito.

Non abbiamo alcun dubbio che la lotta del popolo turco contro il regime fascista si concluderà con la vittoria, e questa sarà la più dura e giusta vendetta per tutti i suoi crimini. Mostriamo ora la nostra solidarietà e il nostro sostegno a Ayten, che è in prima linea in questa lotta antifascista.

Ayten ha già vinto la sua vittoria con il suo silenzio, ora tocca a noi alzare la voce in sua difesa!

Anti-imperialist Front

Indirizzo del Ministero di Giustizia turco

06659 KIZILAY / ANKARA
Republic of Turkey
Ministry of Justice
Telefono: +90 (0312) 417 77 70
Fax: +90 (0312) 419 33 70
E-Mail: [email protected]

Indirizzo di Aithen Öztürk

Sincan Kapalı Kadın Hapishanesi
Sincan / Ankara
Ayten Öztürk



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