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IL NAZIONALISMO NON HA PORTATO ALLA LIBERAZIONE DI NESSUN POPOLO BENSÌ È LA SUA FINE!

IL NAZIONALISMO NON HA PORTATO ALLA LIBERAZIONE DI NESSUN POPOLO BENSÌ È LA SUA FINE!
27/7/2018 Analisi / Dichiarazione
(Yürüyüş No.75, 15 luglio 2018)

IL NAZIONALISMO NON HA PORTATO ALLA LIBERAZIONE DI NESSUN POPOLO BENSÌ È LA SUA FINE!

IL NAZIONALISMO È UN’IDEOLOGIA BORGHESE E ALLA FINE CERCHERÀ LA CONCILIAZIONE CON L’IMPERIALISMO

LA LIBERAZIONE DEL POPOLO CURDO VIENE DA UN’ORGANIZZAZIONE COMUNE, LOTTA COMUNE E POTERE COMUNE!

Il 6 luglio a Erbil, sono state gettate le condizioni per la creazione del più grande e importante consolato dell’imperialismo americano nel mondo. (ndt: Erbil, Hewler in curdo, è la capitale della regione autonoma del Kurdistan settentrionale dell’Iraq.) Gli Stati Uniti hanno nominato per la prima volta un rappresentante ad Erbil nel 2007. Questa rappresentanza è stata elevata allo status consolare principale e ora, sulla strada Erbil-Selahaddin, è in costruzione un nuovo edificio consolare di 200.000 metri quadrati.

Si è tenuta una cerimonia all’aperto per segnare le fondamenta del più grande consolato degli Stati Uniti nel mondo. Alla cerimonia hanno partecipato Nechirvan Barzani, presidente del governo regionale curdo iracheno, l’ambasciatore statunitense a Baghdad Douglas Silliman e il console capo di Erbil Ken Gross.

Cosa mostra Erbil ora che è “il più grande consolato”?

Parlando alla cerimonia, Barzani ha dato una spiegazione:

“Oggi siamo molto soddisfatti di questo progetto e speriamo che sia un inizio… Questo è un chiaro segnale al mondo che gli Stati Uniti vogliono rimanere in Iraq. Gli Stati Uniti vogliono rimanere in Iraq e sviluppare le loro relazioni. Questo è molto importante per il nostro popolo, per l’Iraq e per gli Stati Uniti”. (Sharq al-Awsat, 8 luglio 2018)

La collaborazione è lieta che gli Stati Uniti saranno “permanenti” in Iraq.

La costruzione durerà quattro anni, costerà 600 milioni di dollari e coprirà uno spazio equivalente a 28 campi da calcio! Barzani ne ha sottolineato l’ “importanza” e aggiunge:

“Se guardiamo alle relazioni degli Stati Uniti con la regione del Kurdistan e l’Iraq, non c’è dubbio che queste, dal nostro punto di vista, hanno acquisito importanza dopo il 2003. Ma voglio ricordare che la collaborazione con gli Stati Uniti si sono iniziate a sviluppare dopo il 1991, quando abbiamo subito una grande tragedia e siamo diventati in massa rifugiati e gli Stati Uniti sono stati una delle più grandi forze al servizio del nostro popolo… Da quei giorni si è creata una no-fly zone… Voglio ricordare che gli Stati Uniti ci hanno sostenuto nella lotta contro Daesh. Non avremmo potuto fermare Daesh senza l’aiuto dell’esercito americano”.

Il collaboratore non ha chiesto chi ha nutrito e costruito Daesh e chi ha fatto perdere la testa al popolo iracheno.

L’imperialismo americano ed europeo hanno preparato il contesto per la crescita di Daesh, poi hanno voluto ignorare questo fatto perché avevano bisogno di Daesh come scusa per l’occupazione della regione.

Perché anche i seguaci di Barzani hanno bisogno di scuse per legittimare la propria collaborazione.

L’America si afferma ovunque ci sia un popolo che è stato “liberato” o dove ci sia “libertà”!

Barzani dichiara che l’imperialismo americano, nemico principale dei popoli del mondo, è “protettore e liberatore dei curdi”. Il nazionalismo curdo ha più volte assegnato questa missione a forze diverse da se stesso. In molte occasioni hanno aspettato di essere liberati, hanno fatto appelli per essere “salvati”. Il prezzo di questi appelli è sempre stato il massacro, ma la collaborazione ha continuato su questa linea.

Erbil è stata “liberata” nel 2003 con l’occupazione dell’Iraq da parte degli Stati Uniti.

Nella “Erbil libera” ora è stato costruito il più grande consolato made in USA nel mondo. Allo stesso modo le basi statunitensi stanno proliferando nel Rojava…

L’11 aprile del 2003, il secondo giorno dell’occupazione USA di Baghdad, i carri armati dell’imperialismo americano hanno anche occupato il Kurdistan iracheno, accompagnati dalle forze di Barzani e da quelle talebane.

La stampa nazionalista curda che segue la linea del PKK, ha usato questo titolo il giorno dopo:

“E Kirkuk appartiene al popolo!”

All’inizio dell’articolo si possono leggere le seguenti affermazioni: “Il popolo Curdo, Arabo, Turkmeno e Assiro, che per decenni è stato represso dal regime Baathista, si è ribellato e ora celebrano la liberazione di Kirkuk da Saddam.”

L’occupazione americana si è subito espansa ad altre aree dell’Iraq e del Kurdistan iracheno.

Il 12 aprile la stampa nazionalista curda è uscita con questo titolo: “Mosul anche appartiene al popolo!”

Le notizie continuano dicendo che: “dopo Kirkuk, anche Mosul è diventata simbolo del risveglio popolare.”

I collaborazionisti nazionalisti hanno chiaramente distorto la verità.

Kirkuk e Mosul non sono nelle mani del popolo bensì in quelle degli Stati Uniti. Il mondo intero lo sa. Ma loro insistono a distorcere la realtà.

Nelle loro dichiarazioni annunciano che “Kirkuk, Mosul e altre aree dove è stanziato il popolo curdo, la libertà è stata conseguita.”

Abbiamo valutato la situazione al momento:

“Quando si parla di terra occupata dagli americani e la bandiera USA sventolata come simbolo di ‘liberazione’ dei curdi, significa che si aspettano e vogliono l’occupazione da parte degli americani… Chiamare l’occupazione e l’attacco degli USA all’Iraq ‘operazione di libertà irachena’ è demagogia grossolana. Ma dire che la terra occupata politicamente è liberata, significa essere più monarchici del re e più filoamericani degli americani.

Il nocciolo della questione è ovvio: può l’imperialismo essere fautore di libertà? Dal punto di vista della storia e anche del Marxismo-Leninismo, la risposta è ovvia: NO!

Un movimento che risponde di “si” non può reclamare il progresso, la democrazia o il nazionalismo.” (American Empire, Nationalism And Democracy, page 68)

“Più sovranista di un re, più pro-americano degli americani,” – questo atteggiamento sta continuando da quella data ai giorni nostri, fino a raggiungere il punto di CONTROLLO DEI TERRITORI DA PARTE DELLE FORZE USA.

Dalla “liberazione” di Mosul e Kirkuk fino alla “rivoluzione” del Rojava: L’unica Cosa che è mutata è la profondità delle radici dei collaborazionisti!

Interpretando ciò che è successo in Iraq come “una vittoria del popolo curdo e delle forze democratiche”, il nazionalismi e altre forze di sinistra stanno legittimando i popoli del mondo ad entrare sotto il controllo dell’imperialismo americano.

Il PKK ha rimosso la falce e il martello dalla sua bandiera al momento del crollo dell’Unione Sovietica, poi ha dichiarato decine di cessate il fuoco, ha fatto appelli per la “pace”, ha rimosso i guerriglieri dal paese, per “mostrare fiducia nello Stato”, i gruppi di guerriglia si sono chiamati gruppi di pace e si sono arresi allo Stato fascista e durante tutto questo processo il sangue del popolo curdo è sfociato nei torrenti e anzi continua a scorrere.

A partire dagli anni ‘90 il processo di pace, di conciliazione, di smobilitazione e resa in ogni periodo è diventato un po’ più reazionario e di destra, fino a diventare un esercito di terra degli Stati Uniti.

In concomitanza all’intervento imperialista in Siria, quando Assad si ritirò dalle aree curde nel nord della Siria, il PKK dichiarò che ciò che stava accadendo, prima a Kobane e poi in Rojava, era la “RIVOLUZIONE”.

Ma questo tipo di rivoluzione fin’ora ha portato nel Rojava alla creazione di 11 basi statunitensi e NATO, inoltre la regione conta dell’occupazione delle forze militari imperialiste da parte della Francia e dell’Italia.

Ovviamente questa situazione non si è creata dall’oggi al domani. Un breve resoconto storico ci mostrerà come il nazionalismo in Kurdistan è riuscito a conciliarsi, passo dopo passo, con l’imperialismo sulla base di continue ricerche di punti di collaborazione.

Il nazionalismo non ha portato il popolo alla liberazione bensì alla sua fine!

Il nazionalismo è un’ideologia borghese e alla fine porterà sempre alla conciliazione con l’imperialismo!

Il conformismo del nazionalismo curdo, cioè la sua tendenza a piegarsi ad altre forze, si è manifestato in due modi particolari nel corso dell’ultimo secolo o giù di lì:

1 – Dando fiducia alle forze imperialiste

2 – Combattendo con alcuni dei paesi che condividono e separano il Kurdistan affidandosi ad altri

Qualsiasi movimento che non si fida delle proprie forze è soggetto ad essere usato. Cerca di prendere piede ovunque veda una “forza” a suo favore. Il nazionalismo è opportunista e può impegnarsi a collaborare con l’imperialismo per piccoli compensi; perché il nazionalismo non ha principi, regole o valori o una vena di anti-imperialismo. Il popolo curdo ha pagato il suo prezzo con massacri per questa politica che si affida ad altre forze.

Indubbiamente l’imperialismo e il suo governo collaborazionista sono, da un lato, responsabili dello spargimento del sangue del popolo curdo e dei massacri, dall’altro lato, ci sono leader che non contano sulla forza del proprio popolo per la liberazione, ma sullo sviluppo di strategie che cercano le contraddizioni interne delle classi dirigenti, cercano la conciliazione e hanno una linea collaborazionista.

La storia del nazionalismo è una storia che fa affidamento su altre forze, poi si è ingannati, usati e sottoposti a massacri.

L’imperialismo, soprattutto a partire dalla Prima Guerra imperialista, ha usato i movimenti nazionalisti curdi per i propri interessi. Soprattutto nel Kurdistan meridionale, direttamente o attraverso governi collaborazionisti, non rispetta e addirittura uccide i curdi che è stato in grado di manipolare; le leadership curde che manipola sono fatte per collaborare e sono dirette secondo la politica dell’imperialismo. In merito a ciò ci sono stati numerosi esempi nella storia del Kurdistan meridionale nel corso di un secolo.

Nel 1943, i curdi nella regione di Barzan in Iraq si ribellarono, sotto la guida del mullah Mustafa Barzani. L’esercito iracheno fu costretto ad abbandonare le aree di Erbil e Behdinan. La ribellione durò due anni.

Com’è stato soppresso?

Nel 1945 fu soppressa dalla BRITISH ROYAL AIR FORCE. Barzani e i suoi peshmerga si sono dovuti ritirare in Iran.

Il 13 gennaio 1946, con il sostegno dell’Unione Sovietica, fu proclamata la Repubblica curda nella città di Mahabad. Per un periodo, i sovietici che combatterono contro i nazisti cercarono una forza nell’area e supportarono le aspirazioni curde. Ma nel dicembre 1946 i sovietici si ritirarono dall’Azerbaigian (in Iran), l’Iran attaccò sanguinosamente la Repubblica curda di Mahabad e mise fine a questa situazione. Ancora una volta, affidarsi a forze esterne finì per essere una sconfitta.

Dopo la soppressione della Repubblica curda di Mahabad, Barzani e 500 dei suoi combattenti si batterono per rifugiarsi in URSS. Non poterono tornare in patria fino al 1958.

Il 14 luglio 1958 in Iraq, Abd al-Karim Qasim organizzò un colpo di stato, rovesciò la monarchia, proclamò una Repubblica e fu sostenuto da tutte le forze progressiste. Il governo Qasim riconobbe l’esistenza del popolo curdo. Il KDP (Partito democratico curdo) fu legalizzato. Il mullah Mustafa Barzani tornò dall’Unione Sovietica.

Ma questo ambiente democratico non è durato a lungo. Quando i comunisti, in particolare, avanzarono richieste relative alla rivoluzione terrestre e all’imperialismo, il governo Qasim reagì contro di loro e divenne più reazionario. In precedenza i comunisti erano stati dichiarati illegali e la repressione contro il popolo curdo cominciò ad intensificarsi.

Il Mullah Musatafa Barzani si trasferì da Baghdad a Barzan. Il 13 settembre 1961 l’aviazione bombardò Barzan. Il popolo curdo iniziò a resistere agli attacchi.

Il governo Qasim fu rimosso l’8 febbraio del 1963 da un coplo di stato Ba’atista. Dopo la detronizzazione di Qasim i massacri continuarono e divennero più alacri. Il 10 luglio del 1963 ci fu il più grande massacro curdo a Suleymaniya. La “legalità” che subentrò dopo Qasim si concluse con un massacro.

Negli anni ’70 il governo Ba’atista gradualmente iniziò ad avere tendenze antimperialiste. E a questo punto il KDP iniziò a sviluppare la collaborazione con l’Iran e gli USA contro il governo Ba’atista. Questa svolta collaborazioniasta da parte del Mullah Mustafa Barzani con l’Iran e gli USA fu la ragione del distacco dagli arabi progressisti e dalle forze irachene.

Mentre da una parte Barzani sviluppò relazioni con l’imperialismo, traendo vantaggio dalla rivalità tra Iran e Iraq, furono creati legami pragmatici con l’Iran. Barzani si rese collaboratore fedele in supporto all’imperialismo e a Shah Reza Pahlavi, e nel 1974 iniziò la sua guerra contro Saddam.

OK, qual è stato il comportamento degli Stati Uniti? Durante la crisi Iran-Iraq gli USA e altri imperialisti fornirono a Barzani armi e sostegno, ma poi abbandonarono Barzani e, a causa delle politiche sbagliate di Barzani nei confronti di Saddam quando era al culmine del suo potere, non poté ottenere il sostegno delle forze arabe e irachene progressiste e rivoluzionarie e subì pesanti sconfitte.

Gli USA non hanno intenzione di creare uno stato indipendente e neppure autonomo del Kurdistan. Vogliono semplicemente far cadere il governo iracheno per interessi imperialisti nella regione e usare i curdi come veicolo per i suoi fini.

Nel frattempo il Mullah Mustafa Barzani morì nel 1976 negli Stati Uniti e il suo posto fu preso da suo figlio Masoud Barzani. Jalal Talabani ruppe i rapporti con il KDP e creò una sua organizzazione: l’Unione Patriottica del Kurdistan.

Non ci sono prospettive per la linea del nazionalismo.

Invece nel sud del Kurdistan, il movimento nazionalista curdo adottò lo stesso comportamento senza pricipi e opportunistico nel 1981 appena la guerra tra Iran e Iraq iniziò. Il movimento cercò di trarre benefici dall’ “opportunità” dell’Iran contro il governo di Saddam. Ma questa politica non portò a nessun risultato. Quando la guerra Iran-Iraq finì, entrambi gli stati attaccarono le organizzazioni curde nei propri territori e ciò portò a nuovi massacri.

Quando la guerra finì, il governo di Saddam si rafforzò e compì massacri per intimidire completamente il popolo curdo. Più di 40.000 donne, bambini e peshmerga curdi sono stati costretti a cercare rifugio all’interno dei confini della Turchia. Altre persone fuggirono in Iran. L’imperialismo non ha reagito in modo retto a questo orrore. Perché a quei tempi avevano bisogno di Saddam contro il governo Khomeini in Iran. Per questo motivo hanno ignorato i massacri di Saddam.

Nechirvan Barzani ha detto: “Gli USA hanno servito i curdi” nel 1991 – Qual era la realtà?

Nel 1991, l’Unione Sovietica si stava disgregando a causa della politica revisionista e la restaurazione capitalista è iniziata. La politica dell’imperialismo in questo periodo si preoccupava di trasformare i paesi dell’ex Unione Sovietica in mercati sotto il suo controllo.

Inoltre, non ha trascurato di compiere sforzi affinchè sembrassero legittimi. Ha continuato i suoi attacchi ideologici in tutto il mondo. D’ora in poi il mondo sarebbe stato “unipolare”. Questo è il periodo del “villaggio globale e della globalizzazione”. Secondo questa concezione, il mondo intero era un roseto senza spine per l’imperialismo. L’imperialismo cominciò a interferire in paesi e regioni che erano riusciti a rimanere indipendenti in una forma o nell’altra con il sostegno del sistema socialista.

L’intervento in Iraq da parte degli USA sotto il nome di “Crisi del Golfo” nel 1991 diede inizio a questo processo.

L’imperialismo americano ha unito tutti gli stati imperialisti sotto di lei, ha assediato l’Iraq dal Golfo e ha sottoposto l’Iraq a pesanti e distruttivi bombardamenti. Gli imperialisti hanno ucciso molte migliaia di persone in Iraq e hanno attaccato obiettivi sia economici che militari. Dopo che l’Iraq è stato colpito con questi pesanti attacchi, è stata dichiarata una “no-fly zone”.

Durante questa aggressione, nel decennio dei bombardamenti e degli embarghi, centinaia di migliaia di persone sono state uccise, tra cui circa 500.000 bambini. Durante questo periodo è stato chiesto al Segretario di Stato americano Albright se il numero di bambini morti a causa dell’embargo “ne fosse valsa la pena”, e lei ha risposto che, sì, ne era valsa la pena.

Quando Barzani, i talebani e il PKK hanno presentato la “no-fly zone” come prova del fatto che i curdi in questo modo venivano “serviti”, in realtà questo era un periodo di accerchiamento e massacro imperialista.

L’imperialismo assediò l’Iraq e di tanto in tanto lo bombardò, facendo progetti per trasformare il Kurdistan meridionale in uno stato curdo sotto il suo controllo. In questo periodo c’era un nazionalismo collaborazionista di cui poteva avvalersi.

Barzani e i Talebani abbandonarono completamente ogni pensiero di lotta di liberazione nazionale e di uno stato curdo indipendente e assunsero come politica di base la loro esistenza controllata dall’imperialismo e giovarono della sua fiducia. Si sono arresi completamente all’imperialismo, considerandolo come il loro protettore contro Saddam. Non è rimasto nessun valore nazionale o di nazionalismo. Spesso si sono persino combattuti a vicenda per il territorio e per i propri interessi personali.

Proprio come non avevano il concetto di lotta di classe, hanno anche voltato le spalle a qualsiasi tipo di lotta nazionale.

L’imperialismo ha avuto due mezzi per attuare la contro-rivoluzione e la riconciliazione: religione e nazionalismo!

L’imperialismo non ha avuto alcun interesse nella lotta di liberazione nazionale del popolo curdo o di altri popoli, né per la loro indipendenza, e non è interessato se migliaia e decine di migliaia di persone vengono massacrate. Al contrario, si oppone a tutti i movimenti che sono indipendenti. Tuttavia, se questi movimenti servono i bisogni imperialisti, può sembrare che offra sostegno. In un altro momento però, non esiterà a schiacciarli se funzionale ai suoi interessi.

In questo periodo l’imperialismo ha sostenuto ovunque il nazionalismo e la religione.

“Nei Balcani e nell’ex URSS sono scoppiati improvvisamente scontri nazionalisti. Il nazionalismo si è diffuso a macchia d’olio in queste regioni.

Queste bandiere e “nazioni” sono state giustificate su base nazionalista e l’imperialismo americano o europeo le ha rafforzate e le ha incoraggiate a separarsi. Forze come l’UCK (Esercito di liberazione del Kosovo) sono emerse come combattenti per la liberazione nazionale, hanno cucito sulle loro uniformi le toppe delle bandiere USA e questo genere di cose non era l’eccezione.

Per decenni l’imperialismo ha visto queste “guerre di liberazione nazionale” come una minaccia, ma nell’ultimo periodo l’imperialismo ha appoggiato collaborando con i nazionalismi usandoli come veicoli per reliazzare i prorpri piani regionali. Ormai i nazionalismi sono diventati una “riserva di forze dell’imperialismo” nelle varie regioni.

L’imperialismo sembrava sostenere i “diritti nazionali” e vari partiti hanno affermato che questa era una delle prove che “l’imperialismo era cambiato”. Se si guardavano gli eventi con l’idea che l’imperialismo era cambiato, si poteva vedere anche un lato “positivo” dell’incitamento nazionalista. Ma non passò molto tempo prima che questa prova apparente crollasse.

Le condizioni per l’intervento imperialista, dato che impedivano la “pulizia etnica” o la “repressione delle nazioni”, assicuravano questo tipo di incitamento nazionalista.

(…) L’imperialismo continuò le sue antiche politiche di divisione e dominio. In una forma controllata, le contraddizioni tra nazioni e popoli dovevano essere esacerbate, quando necessario queste contraddizioni dovevano essere trasformate in scontri e poi si sarebbe creata una “forza di pace” e messa in moto sul territorio.

Questa politica ha trasformato i Balcani e il Caucaso in un bagno di sangue, ha continuato a dividere la Jugoslavia e a portare ad un intervento aperto degli Stati Uniti e dell’Europa. Con questa politica il Caucaso è stato riempito con le “forze di pace” e le basi statunitensi dell’imperialismo”. (Impero americano, nazionalismo e democrazia, pagine 18-19)

Questo tipo di politica l’hanno continuata a praticare anche in Medio Oriente.

Il nazionalismo è un’ideologia borghese e fondamentalmente cerca la conciliazione. Questa è la realtà che vediamo ovunque nel mondo, dai soviet al Medio Oriente, fino al Latino America. I popoli sono portati ad essere sotto controllo usando il nazionalismo e la religione per dividere affinchè il dominio totale raggiunga il suo apice. Il tutto può essere chiaramente visto nell’attuale situazione di Barzani, dei Talebani e del PKK-YGP.

Che sia o meno presente l’imerialismo, tutti i movimenti nazionalisti devono rendersi conto che la liberazione nazionale e il patriottismo non possono essere possibili attraverso la collaborazione con l’imperliasmo. Non c’è fine alla sottomissione e al collaborazionismo! Mentre i movimenti nazionalisti non fanno i conti con ciò che la collaborazione significhi davvero, loro sono destinati ad essere controllati dall’imperialismo.

La collaborazione Barzani-Talebani sono i fumi, il nazionalismo del PKK sono il fuoco!

Il PKK ha visto l’attacco del Golfo degli anni ‘90 come un’ “opportunità” e ha legato il destino dei curdi agli Stati Uniti. All’inizio degli anni 2000 si è comportato in modo opportunista anche in relazione all’occupazione dell’Iraq e all’attuale intervento imperialista in Siria.

Il PKK ha interpretato l’occupazione imperialista dell’Iraq come l’opportunità di “spodestare un dittatore e liberare l’Iraq”. Sotto l’occupazione americana si potrebbe definire il Kurdistan meridionale come “Kurdistan libero”. Anche la sinistra della “sinistra” turca non si è opposta all’occupazione, usando lo slogan “né con lo zio Sam né con Saddam” e una parte di loro ha anche seguito il movimento nazionalista curdo, legittimando in pratica la collaborazione con l’imperialismo. Colpisce ciò che Haluk Gerger scrisse in questo periodo:

“Per anni il mondo è stato uno spettatore, mentre i curdi nel Kurdistan meridionale sono stati massacrati e sottoposti a grandi sofferenze. Nessuno sosteneva i curdi. Rimanevano due opzioni: stare dalla parte degli Stati Uniti o dalla parte di Saddam. Naturalmente i curdi si schierarono dalla parte degli USA. È un esempio di una brutta situazione in cui ci si deve affidare al meno peggio per la sopravvivenza. Per questo motivo i progressisti o altri circoli non hanno il diritto di criticare i curdi. Perché non abbiamo dato loro nessun’altra alternativa”. (1 giugno 2003, Ozgur Politika)

Il pragmatismo e la collaborazione del nazionalismo curdo è stato legittimato in questo modo dalla sinistra. In mezzo a decine di massacri il nazionalismo curdo plaude ancora all’occupazione degli Stati Uniti:

“L’intervento degli USA e degli alleati ha posto fine ai 24 anni di dittatura di Saddam. Commisserazione agli amanti di Saddam. Che gli occhi dei sostenitori del Kurdistan siano luminosi. Una delle gambe del sistema di sfruttamento è stata abbattuta. Che venga la svolta per le altre gambe del sistema di sfruttamento”. (Yusuf Serhat Bucak, 16 aprile 2003, Ozgur Politika).

Queste parole non significano altro che applaudire l’occupazione e dire: “Massacrate ancora più persone in Medio Oriente”.

Ciò che la storia e la teoria ci hanno insegnato è molto chiaro: essere controllati dagli Stati Uniti non è “libertà”! Essere mercenari degli Stati Uniti non è “RIVOLUZIONE”!

Questo è il punto che ha raggiunto il movimento nazionalista curdo. A questo punto i giovani curdi vengono equipaggiati con armi americane e addestrati dagli americani per nient’altro che per il massacro dei popoli curdi e arabi.

Come risultato della cooperazione con gli USA, il PKK ha legittimato l’occupazione da parte degli americani, è stata annunciata una “rivoluzione” nel Nord della Siria sotto il controllo americano, e sono diventati mercenari degli americani a Raqqa. PKK-YPG, i giovani curdi e arabi, hanno combattuto contro il loro stesso popolo nel nome degli USA. In questo modo sono state create basi militari USA in terriotrio siriano sotto il controllo del PKK-YPG. Questo quadro d’insieme è un tradimento dei popoli. E questo tradimento non sarà dimenticato.

Il Nazionalismo non è la Soluzione! La sola soluzione è la Rivoluzione, l’unica liberazione è il Socialismo!

Oggi l’imperialismo ha un vasto numero di nuove basi in Rojava e il suo più grande consolato a Erbi, e non è una conincidenza che sono state fatte sotto l’amministrazione collaborazionista del figlio di Barzani.

Barzani si rallegra della presenza di consolati, ambasciate, basi militari dell’imperialismo, e che siano durature. Il PKK-YPG rilascia dichiarazioni che invitano gli “USA a non lasciare la Siria”. Qui non c’è più nazionalismo, è solo COLLABORAZIONISMO.

Siamo arrivati al punto che sono una forza che spara sui popoli del Medio Oriente nel nome dell’imperialismo. La linea non è quella della sottomissione, della conciliazione o della resa. È chiaramente collaborazionismo che sta tradendo persino i propri interessi nazionali.

Per il popolo curdo, i collaborazionisti come Barzani, che tradiscono la lotta nazionale, e la linea del PKK-YPG di Raqqqa, che stanno diventando mercenari per gli USA, non sono alternative.

Il nazionalismo divide e crea le condizioni per l’intervento degli imperialisti. Mentre i Marxisti-Leninisti sono difensori dell’unità dei popoli e sollecitano una linea rivoluzionaria di lotta comune. Con la rivoluzione che realizzeremo in Turchia, i nostri popoli saranno proprietari comuni delle ricchezze. La nazione curda è una realtà ed la rivoluzione è la garanzia del diritto delle nazioni all’autodeterminazione, compreso il diritto alla separazione, in quanto garanzia di tutti gli altri diritti.

La liberazione dei curdi, dei turchi e di tutti i popoli sta nella lotta contro l’imperialismo. La lotta comune per l’indipendenza, la democrazia e il socialismo e un governo nato dalla liberazione che ne consegue porterà il socialismo.

Per l’Indipendenza, la Democrazia e il Socialismo, uniamoci, combattiamo e vinciamo!

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(Annotazioni all’articolo principale)

In ultima analisi, il nazionalismo non può portare alla caduta del capitalismo, che è, il sistema imperialista, per questa ragione non può risolvere la questione nazionale.

Negli ultimi 15 anni di intensificazione dell’intervento imperialista, diretto o indiretto, è un periodo che rende abbondantemente chiaro che il nazionalismo è un vicolo cieco. Guardate il sostegno “interno” all’intervento imperialista: l’UCK (Kosovo Liberation Army) in Jugoslavia, l’Alleanza del Nord in Afghanistan, il KDP-KYB in Iraq… E nel nostro paese l’oligarchia è minacciata con un bastone americano (dal PKK).

Non è una novità per il nazionalismo curdo in Turchia invitare apertamente gli imperialisti per un intervento.

Quando dicono “l’Occidente ha risolto il caso del Kosovo, che risolvano anche la situazione in Turchia”, vogliono l’intervento imperialista in Turchia proprio come è stato fatto in Kosovo e chiedono a tutte le istituzioni imperialiste dalla NATO all’ONU di “intervenire e risolvere la situazione”.

I popoli, nelle dittature oligarchiche o piccole dittature borghesi, non sono costretti a scegliere gli imperialisti; c’è una scelta che riflette gli interessi dei popoli, e cioè che i popoli si oppongano all’imperialismo e alle dittature fasciste sulla base dell’unità dei popoli e che i popoli lottino per stabilire il proprio governo.

Come Marxisti-Leninisti, quando parliamo di “soluzione per il problema dei curdi”, intendiamo questo come liberazione nazionale e di classe del popolo curdo. Coloro che parlano di “soluzione” con formule confuse, processi diplomatici o briciole di diritti, sono diventati sottomessi alle politiche della classe dirigente.

La rivoluzione nazionale curda fa parte della rivoluzione anti-imperialista e anti-oligarchica in Turchia. Chi pratica l’oppressione delle nazionalità? L’imperialismo e le classi dirigenti collaborazioniste. Questa situazione spiega anche perché la liberazione dal giogo imperialista è anche una condizione preliminare per la liberazione dall’oppressione nazionale.

Si ponga fine alle aspettative dell’AKP e alla collaborazione con gli Stati Uniti!

Gli interessi del popolo curdo sono nella lotta contro l’imperialismo e il fascismo.

LA SOLUZIONE È NELL’INDIPENDENZA, NELLA DEMOCRAZIA E NEL SOCIALISMO

1 – LA “PACE” E’ UNA SCONFITTA

2 – Non c’è “SOLUZIONE” per il popolo curdo sotto il fascismo dell’AKP

3 – Non ci sono scuse per difendere la collaborazione con l’imperialismo USA! Si fa solo la parte del fronte imperialista, poiché l’imperialismo utilizza le contraddizioni tra i popoli.

4 – La mancata reazione contro gli attacchi (imperialisti) è la resa.

5 – Il comportamento corretto è quello di resistere all’AKP ovunque e in ogni modo e di porre fine ad ogni forma di collaborazione con gli USA e con tutti gli imperialisti.

La soluzione per la questione curda è creare le condizioni per il popolo curdo di essere in grado di conquistare i loro diritti attraverso l’autodeterminazione.

In un paese democrtatico e libero che ha eliminato l’imperialismo e fatto cadere il governo oligarchico, il popolo curdo sarà in grado di esercitare i propri diritti.

L’imperialismo americano ha basi lì.

L’imperialismo francese è lì.

L’imperialismo italiano è lì.

Dov’è la rivoluzione del Rojava?

“In realtà è un passo avanti essere legati agli Stati Uniti e agli inglesi. (…) Invece di avere un despota come marito, abbiamo un marito più democratico”. (Abdullah Ocalan, cit. da The Kurdish File, Rafet Balli, p.246).

“Nell’ultimo decennio c’è stato un grande cambiamento in tutto il mondo…

Gli Stati Uniti lo stanno conducendo e lo dominano e lo chiamano il “Nuovo Ordine Mondiale” e su questo tema ha raggiunto un livello significativo a livello mondiale.

Dobbiamo vederlo, comprenderlo e accettarlo”.

(Serxwebun, [rivista teoretica del PKK], August 1999, p.212)

D’ora in poi il PKK non ha più alcuna ideologia.

Non ci sono scopi.

Tutto ciò che hanno tra le loro mani sono:

Dollari americani

Armi americane

E il sangue del popolo curdo…

Sono sempre pronti ad essere usati da chiunque…



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