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Sul tentativo di una Rivoluzione Colorata in Bielorussia

L’imperialismo mondiale è al limite della sua esistenza, e per prolungare la sua già evidente agonia ha bisogno di un nuovo sacrificio, grazie al quale potrebbe impadronirsi di un altro mercato, distruggere più concorrenti e dotarsi di risorse energetiche più economiche.

Questa volta, il bersaglio dell’aggressione imperialista è diventato la Repubblica di Bielorussia, l’ex repubblica dell’URSS, situata tra due predatori imperialisti – l’Unione Europea e la Russia. Dopo la distruzione dell’Unione Sovietica, la Bielorussia ha cercato di perseguire una politica indipendente dalle potenze imperialiste, per quanto possibile per un piccolo Stato borghese senza riserve energetiche, che è in forte dipendenza economica dai capitali esteri, dai mercati di vendita e dalle materie prime.

In Bielorussia si gioca lo scenario della Rivoluzione Colorata, più volte elaborata in altri Paesi, per cui si dovrebbe rovesciare l’attuale leadership del Paese e, al suo posto, si dovrebbe installare un’amministrazione controllata dalle istituzioni internazionali come conduttore delle riforme neoliberali.

La Bielorussia è preziosa per le potenze imperialiste occidentali perché alcuni dei più grandi gasdotti e oleodotti che forniscono all’Europa gas e petrolio russi passano attraverso di essa, così come la presenza di forti concorrenti nella produzione di fertilizzanti potassici, autocarri da miniera, macchinari agricoli e altro.

Le forze imperialiste si preparavano da molti anni ad una Rivoluzione Colorata in Bielorussia, e ora l’idea di rovesciare l’attuale leadership del Paese ha trovato terreno fertile tra il popolo bielorusso. La propaganda liberale che ha catturato la mente dei giovani, così come porzioni di lavoratori e anziani, spinge la gente a una protesta di massa contro i risultati delle elezioni presidenziali del 9 agosto 2020, in cui il primo e permanente presidente della Repubblica di Bielorussia A. Lukashenko è stato dichiarato vincitore. Protestando per un giusto senso di indignazione per le violazioni durante la campagna elettorale, oltre che per il costante deterioramento delle condizioni di vita, il popolo bielorusso sta di fatto agendo secondo il piano delle forze imperialiste per compiere un colpo di Stato nel Paese.

Dichiariamo una decisa protesta contro il tentativo dell’imperialismo euro-americano di fare della Bielorussia la sua prossima neo-colonia, distruggendo l’economia nazionale e rendendo schiavo il popolo bielorusso!

Consideriamo inammissibile l’ingerenza dei Paesi occidentali e di qualsiasi altro Stato negli affari interni della Bielorussia sovrana, approfittando del malcontento del popolo bielorusso nei confronti dell’ordine capitalista nel suo Paese.

Invitiamo i comunisti bielorussi e tutte le forze progressiste della Bielorussia a combattere con fermezza l’aggressione imperialista e il tentativo di compiere un colpo di Stato nel vostro Paese!

Giù le mani dalla Bielorussia!



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