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Selçuk Kozagacli: sullo sciopero della fame

Selçuk Kozagacli, Avvocato del Popolo HHB, in un discorso sul significato dello sciopero della fame
Discorso tenuto in occasione dei trenta giorni dello sciopero della fame di Nuriye Gulmen e Semi Ozakca, due insegnanti che nel 2017 sono entrati in sciopero della fame per rivendicare il loro lavoro, licenziati dalle epurazioni che seguirono il tentato colpo di stato del 2016.

La questione per la quale si fa lo sciopero della fame è molto confusa. Dalle cronache dei giornali lo sciopero della fame sembra più un fatto personale. Ma che tipo di azione personale è questa? Cosa significa che delle persone non mangiano? La domanda è sulle teste di tutti. Va bene, sono affamati, ma che significa?
Il ministero dell’educazione o il sindaco sono tristi perchè loro sono affamati?
Dormono la notte domandandosi perché sono affamati?
Vi dirò perché gli scioperi della fame sono importanti e onorevoli, secondo la mia opinione.

Innanzitutto è un atto molto antico. Probabilmente trova le sue origini secoli fa. O per lo meno ha un fondamento molto radicato che conosciamo dall’India pre-millenaria, e che è soprattutto nel cuore dell’India. Un creditore che ha prestato del denaro ad una persona in buona fede, che si è fidato di una persona, e il debitore non paga il suo debito, il creditore va a prendere una sedia e si mette davanti a casa sua iniziando uno sciopero della fame facendo un commento: «Mi devi dei soldi e devi pagare il debito». Dopo un po’, quando la gente gli chiede “perché sei seduto qui?”, lui mostra la casa dietro di lui e dice che quella persona gli deve dei soldi che non vuole restituire, ed è per questo che è seduto lì. Non ha detto una minima parola cattiva al suo debitore. Vuole tenere il braccio del debitore, diceva solo che si sarebbe seduto lì e non avrebbe mangiato.
Quando i giorni passano e la sua salute è in pericolo, la famiglia del debitore, il quartiere, quelli che si vergognavano, quelli che avevano una morale comune e quelli che avevano una cultura comune dicevano che bisognava raccogliere un po’ di soldi tra di loro e darli a questo ragazzo perché erano molto in imbarazzo. Come affronteremo questa vergogna se succedesse qualcosa a questo tizio? Poi incitavano il debitore per pagare il debito.
Questo è il primo uso sociale efficace conosciuto degli scioperi della fame.

Dopo questa motivazione per lo sciopero della fame, quando tutti gli oppositori sono stati privati dei loro diritti, hanno intrapreso azioni che prevedevano il cibo che veniva loro dato nelle carceri, nei luoghi dove erano chiusi, nei campi di concentramento… Potrebbero essere chiamati scioperi della fame. Scioperi della fame permanenti, scioperi della fame a tempo indeterminato, scioperi della fame per attirare l’attenzione, scioperi della fame a giorni alterni e, infine, il digiuno fino alla morte (death fast) che la Turchia conosce molto bene. Focalizzati sullo scopo di voler morire, azioni forti che sono qualitativamente diverse. c’è una vasta gamma di applicazioni per tutti i tipi di sciopero della fame, dal sostegno per un’ora fino agli annunci della morte veloce (death fast) che si pensa attirino l’attenzione sul loro scopo solo attraverso la morte. Perché lo sciopero della fame sia più effettivo dobbiamo avere la decenza comune.
Nel nostro paese, per reagire al fatto che una persona che ha fame bisogno avere una moralità derivante dalla religione. Siamo in un paese dove l’85% della religione appartiene a un profeta che dice di non mangiare se il prossimo ha fame. Siamo in un paese governato dal profeta dell’Islam, che dice che se il tuo vicino ha fame non puoi dormire a stomaco pieno. Queste persone hanno fame da 30 giorni, non ti chiedi quando possa finire. Non ti chiedi perché? I tuoi vicini non se lo chiedono?
Ma naturalmente ci sono così tante persone che vengono a trovarli e si interrogano su di loro, infatti siete tutti qui.

Ci sono così tante persone che chiedono di loro, e chiedono come stanno, non posso dire che la virtù sia perduta. La virtù è qui con tutti voi. con la gente che passa e lascia fiori. Alcuni dicono che fanno lo sciopero della fame perché sono trattati ingiustamente.
Non gli sono stati concessi i loro diritti, per questo fanno lo sciopero della fame, se volete la vostra religione, la vostra moralità, la vostra cultura, i vostri modi familiari, non dovete lasciare che accada che loro abbiano fame e andarvene. Dovreste chiedervi: cosa vi hanno fatto? A chi? Quali erano i tuoi diritti? Lo sciopero della fame si basa sulla moralità comune. Coloro che sono in sciopero della fame, sono consapevoli che non riusciranno ad ottenere l’attenzione del ministro dell’Educazione o del Presidente e del Primo Ministro.
Facendo lo sciopero della fame sanno di poter ottenere l’attenzione di coloro che hanno la loro stessa morale, una comune decenza e virtù.
Guardateci, i vostri diritti possono essere tolti come a noi. Questo è molto prezioso. Perciò dobbiamo ricordare che siamo coinvolti in ciò a cui lo sciopero della fame si rivolge. Lo sciopero della fame non viene intrapreso contro i funzionari pubblici che tolgono loro i diritti, che li trattano ingiustamente, che gli tolgono il lavoro, che non permettono loro di fare il lavoro necessario per la loro istruzione. Gli scioperi della fame sono fatti per noi. Vediamo e comprendiamo tutti la loro serietà, la loro volontà, il loro desiderio di giustizia.
Una persona decide di fare lo sciopero della fame perché gli è stato fatto un torto, significa che non ha perso la fiducia nella Giustizia. La convinzione che la giustizia può essere attuata è ciò che ci sostiene. Se non c’è giustizia, tutti i mali che gravano su questo mondo non possono essere messi in discussione. I tribunali non decideranno, i procuratori non indagheranno. Se pensate che il male che si attacca ad esso si propagherà, allora avete perso la vostra fede nella Giustizia. Le persone che hanno perso la fiducia nella giustizia sono diventate infelici. Le società che hanno perso la fiducia nella giustizia non possono sopravvivere. Marciscono, ci crollano dentro e scompaiono. Una società che non crede nella giustizia può vivere per 10 anni, o forse 20 anni. Ma è inevitabile che il male li seppellirà.
Coloro che sono in sciopero della fame, rappresentano la loro e la nostra fede nella giustizia, morendo di fame. Fanno lo sciopero della fame per mostrarci la fede che non abbiamo perso in noi e che possiamo riprenderci i diritti che ci sono stati sottratti.
Per quanto tempo una persona può fare lo sciopero della fame? Questo non lo sappiamo. Non ci sono misure per questo: 100 giorni, 200 giorni, la gente ha fatto lo sciopero della fame, ha vissuto ed è sana. Altri sono morti dopo 50 giorni, tutti i loro ricordi sono con noi.



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