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SCIOPERO GENERAE DEI LAVORATORI IN ITALIA

In Italia il 25 marzo si è tenuto il più grande sciopero generale dei lavoratori in Italia. Tutte le categorie sono rimaste a casa per protestare contro le politiche neoliberiste che non prevedono la salvaguardia della salute delle persone.
Nel pieno dell’emergenza coronavirus non è possibile che mentre tutti sono chiamati a restare a casa ci siano ancora lavoratori costretti da Confindustria, dagli speculatori finanziari e dalle classi dirigenti a svolgere le loro mansioni come in una situazione di normalità, vittime di un sistema che mette davanti il profitto di pochi rispetto alla salute di molti.
Lo sciopero generale è stato proclamato da USB per esigere la chiusura di tutte le produzioni non essenziali ed impedire così la diffusione del contagio da coronavirus tra i lavoratori costretti non solo a muoversi su mezzi affollati – in palese contraddizione con i decreti governativi – ma a prestare la propria opera in condizioni di totale insicurezza.
In una nota le segreterie di vari sindacati si legge: “Ci mobilitiamo per difendere la vita e la salute – riporta il testo – Nel Decreto del governo molte attività non essenziali nè indispensabili sono state inserite tra quelle che possono continuare a lavorare. L’aver inserito nelle attività d’impresa da considerare essenziali una serie di attività di vario genere che di essenziale non hanno nulla, depotenzia il decreto e crea l’effetto di ridurre ai minimi termini il numero delle lavoratrici e dei lavoratori che potranno ‘rimanere a casa'”.

Da nord a sud, da Trieste a Taranto, magazzini della logistica vuoti e fabbriche con fermate che coinvolgono anche il 70% degli operai.
Lavoratori delle aziende metalmeccaniche, del settore chimico, del tessile, dell’energia, della manifattura, del settore bancario, personale degli enti previdenziali, dei ministeri, delle amministrazioni locali, del fisco, anche da casa hanno interrotto lo smart working, i trasporti e la sospensione della didattica a distanza. Eccezionale anche la partecipazione allo sciopero simbolico di un minuto nei servizi essenziali. Interi comandi dei vigili del fuoco hanno aderito, così come gli infermieri, i medici, gli operatori sanitari e il personale ausiliario della rete ospedaliera nazionale.
È proprio il personale della Sanità, spesso precario, a sancire la fortissima adesione di chi non può scioperare ma vuole comunque essere virtualmente presente nella giornata di lotta.

A controbattere il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia che nei giorni scorsi aveva contestato l’ipotesi di sciopero generale con queste parole: “Lo sciopero generale? Onestamente non capisco su cosa, le chiusure delle aziende sono addirittura più restrittive di quello che aveva indicato il Governo ai sindacati sabato scorso. Io non ho capito più di questo cosa si dovrebbe fare”.

Questo 25 marzo è un panorama decisamente entusiasmante nonostante la spessa coltre di silenzio dei media. Ma la straordinaria mobilitazione di oggi non è merito dei sindacati, bensì del grande e inedito movimento del popolo che non potendone più d burattini incompetenti, pur in condizioni impossibili, ha saputo far sentire la propria voce e costringe ogni giorno i padroni, il governo e i sindacalisti loro alleati a sempre più ridicole marce indietro. Quando è fortemente coinvolto il popolo si sa anche ribellare e finalmente stiamo vedendo i primi passi dell’avanzata del risveglio sociale e l’evidente fallacità del sistema capitalistico.

La parola d’ordine era è e rimane Prima la Salute! Chiudere tutto!

Socialismo o barbarie!



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