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Statement from Palestinian prisoners in Israeli Jails: Intensify the flames of the uprising [ENG/ITA]

3 intifada

 

 

Statement of the leadership of the Popular Front for the Liberation of Palestine organization in Israeli jails…

To the masses of our people, who are giving so many sacrifices, martyrs, prisoners and wounded, our masses who are continuing and escalating the intifada, confronting the usurper Zionist entity, its soldiers and its settler hordes…to the heroes of stones and Molotov cocktails….our martyred sister Hadeel Hashlamoun…our martyred brothers Diaa Talahmeh, Muhannad Halabi, Fadi Alloun, Hudhaifa Osman and Abdelrahman Obeidullah…our steadfast people in the city of Jerusalem, all of our people on their land in the occupied West Bank resisting..in Gaza..in occupied homeland of 48…in the camps in Syria, Jordan, Lebanon and Iraq and all parts of the world in diaspora…To the sons of Abu Jihad and Al-Yassin and Al-Hakim and Abu Ali and Shikaki and Al-Qassem, and the long list of the martyrs of our people…

The uprising is escalating in size and continuity, with loyalty to the blood of the martyrs and supporting our steadfastness in Israeli jails, toward victory for the wounded of the homeland. In expression of our rejection of the occupier and its crimes, we in the Popular Front for the Liberation of Palestine branch in Israeli jails issue an urgent appeal:

1) The Palestinian prisoners’ movement in Israeli jails is an integral part of your struggle, and will certainly stand with you and your program of struggle in which the prisoners’ movement will participate in all aspects.

2) The General Secretary, Ahmad Sa’adat, the leader, greets you; he is watching the developments of the mass movement and calls on all hands to rise in confrontation and steadfastness.

3) All of the sectors of our people: Popular committees in the camps and villages, youth, students, women, workers and intellectuals must engage in the continued mass movement against the occupation and the settlers under the banner of the Palestinian flag, to escalate the popular uprising to an overwhelming level, to develop its potential throughout the West Bank and Jerusalem and to ease the pressure of the occupation on the burning areas.

4) Increase the resistance actions and rising to confront the usurper entity, its soldiers, settlers and undercover agents…turn the roads into traps for occupation and settlers…continuing throwing Molotov cocktails and stones…the occupation must live under pressure until forced to concede our rights.

5) There is an urgent need to mobilize all energes and resistance in the battle of the camps, to confront the invasions of occupation forces, closing streets and erecting barricades, preventing them from entering the camps. The camps are an incubator of intifada and the starting point of uprising and resistance to the occupation.

6) The national and Islamic forces must come together immediately to form a unified national leadership with tasks divided in various committees; it is upon themselves to manage the battle of the uprising, maintain its continuity and mass popular character, and to mobilize popular participation in these activities, support the steadfastness of our people and provide for their needs under closure, siege and occupation pressure.

7) Our people will continue in Gaza, in ’48, in the camps and in the Diaspora to take to the street in marches in support of the ongoing rising in Jerusalem in the West Bank, affirming the unity of our national territory and the interrelationship between the components of the Palestinian people.

8) The Palestinian leadership must resolve clearly in public to end all of the obligations of the Oslo accords, end security coordination and economic agreements; the rifles of the security services must protect our people from the occupation and settlers, not suppress our people and arrest them.

9) Universities and schools should take to the squares to rally in support of the popular uprising, with broad participation in its activities, raising the morale of our people.

10) The importance of political and diplomatic struggle to convey the message of our people and their demands to the whole world. This includes raising the files of the Palestinian cause to the United Nations, demanding international protection for our people and condemning the occupation and documenting its crimes against our people and their holy sites before the International Criminal Court.

11) We call on our people, the Arab masses and the progressive forces of the world; the solidarity movement, the global boycott movement, to support the steadfastness of our people and the uprising confronting the occupation, and work to expose the policies and crimes of the occupation on all levela and in all forums, to take to the streets and besiege the embassies of the enemy and provide academic, cultural and economic boycott of the enemy.

To the masses of our people…Onwards toward further confrontation and escalation. Our struggle and our voice is your voice and your resistance. Your struggle is an extension of our steadfastness and battle of wills and struggle of empty stomachs inside the occupation jails.

Long live Palestine, free and Arab from the river to the sea
Long live our victorious uprising
Glory and eternity to the martyrs, Victory to our people

9/10/2015

[ITA]

Comunicato della dirigenza del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina dalle carceri israeliane
Alle masse del nostro popolo, che stanno offrendo così tanti sacrifici, martiri, prigionieri e feriti, alle nostre masse che continuano e fanno crescere l’intifada, che fronteggiano l’entità sionista usurpatrice, i suoi soldati e le sue orde di coloni.
Agli eroi delle pietre e delle molotov. Alla nostra sorella martire Hadeel Hashlamoun, ai nostri fratelli martiri Diaa Talahmeh, Muhannad Halabi, Fadi Alloun, Hudhaifa Osman e Abdelrahman Obeidullah. Al nostro popolo tenace della città di Gerusalemme, a tutto il nostro popolo della Cisgiordania occupata e resistente, di Gaza, della patria occupata del ’48, dei campi in Siria, Giordania, Libano e Iraq e della diaspora in tutte le parti del mondo. Ai figli di Abu Jihad e Al-Yassin e Al-Hakim e Abu Ali e Shikaki e Al-Qassem, e alla lunga lista di martiri del nostro popolo…
La rivolta sta crescendo in termini di dimensioni e continuità, fedele al sangue dei martiri e in appoggio alla nostra fermezza nelle carceri israeliane, verso la vittoria della patria ferita. In espressione del nostro rifiuto dell’occupante e dei suoi crimini, noi del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina detenuti nelle carceri israeliane diramiamo il seguente appello urgente:
1) Il movimento dei prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane è parte integrante della vostra lotta ed è senz’altro con voi e il vostro programma di lotta, al quale il movimento dei prigionieri parteciperà in tutti i suoi aspetti.
2) Il Segretario Generale, Ahmad Sa’adat, la guida, vi saluta. Egli guarda agli sviluppi del movimento di massa e invita tutti ad aumentare il confronto e a crescere in fermezza.
3) Tutti i settori del nostro popolo, comitati popolari nei campi e nei villaggi, giovani, studenti, donne, operai e intellettuali devono impegnarsi nel movimento di massa contro l’occupazione e i coloni sotto il vessillo della bandiera palestinese. Devono far crescere la rivolta popolare ad un livello travolgente, svilupparne il potenziale in tutta la Cisgiordania e a Gerusalemme, e far così allentare la pressione dell’occupazione sulle aree in fiamme.
4) Aumentare le azioni di resistenza e crescere nel confronto con l’entità usurpatrice, i suoi soldati, i coloni e gli agenti in borghese. Trasformare le strade in trappole per occupanti e coloni, insistere nel lancio di bottiglie incendiarie e sassi. Gli occupanti devono vivere sotto pressione fino a quando saranno costretti a concedere i nostri diritti.
5) Vi è un urgente bisogno di mobilitare tutte le energie e la resistenza nella battaglia dei campi, di confrontarsi con le invasioni delle forze occupanti, bloccando le strade ed erigendo barricate, impedendo loro di entrare nei campi. I campi sono incubatori di intifada e il punto di partenza della rivolta e della resistenza all’occupazione.
6) Le forze nazionali e islamiche devono unirsi immediatamente per formare una leadership nazionale unificata, con compiti suddivisi in varie commissioni. Sta a loro gestire le battaglia di questa rivolta, mantenerne la continuità e il carattere popolare di massa, e mobilitare la partecipazione popolare a queste azioni, sostenere la fermezza del nostro popolo e provvedere alle sue necessità sotto la pressione derivante dalla chiusura e dall’assedio delle forze di occupazione.
7) Il nostro popolo continuerà a Gaza, nelle [terre del] ’48, nei campi e nella diaspora a scendere in strada in sostegno delle attuali rivolte a Gerusalemme e in Cisgiordania, affermando l’unità del nostro territorio nazionale e la relazione reciproca tra le componenti del popolo palestinese.
8) La dirigenza palestinese deve risolvere chiaramente e pubblicamente la questione di Oslo, ponendo fine a tutti gli obblighi derivanti da quegli accordi, al coordinamento per la sicurezza e agli accordi economici. I fucili dei servizi di sicurezza devono proteggere il nostro popolo dall’occupazione e dai coloni, e non reprimerlo e arrestarlo.
9) Le università e le scuole dovrebbero prendere le piazze e manifestare in sostegno della rivolta popolare, partecipando ampiamente alle sue azioni, innalzando così il morale del nostro popolo.
10) L’importanza della lotta politica e diplomatica nel trasmettere il messaggio del nostro popolo e le sue richieste al mondo intero. Questo include l’ingrossare le fila della causa palestinese alle Nazioni Unite, chiedendo la protezione internazionale per il nostro popolo e condannando l’occupazione, documentando dinanzi alla Corte penale internazionale i suoi crimini contro il nostro popolo e i suoi luoghi sacri.
11) Chiediamo al nostro popolo, alle masse arabe e alle forze progressiste del mondo, al movimento di solidarietà, al movimento mondiale di boicottaggio di sostenere la fermezza del nostro popolo e la rivolta contro l’occupazione, di lavorare per denunciare le politiche e i crimini dell’occupazione a tutti i livelli e in tutte le sedi, a scendere in piazza e assediare le ambasciate del nemico e predisporre un suo boicottaggio accademico, culturale ed economico.
Alle masse del nostro popolo… Avanti verso una ulteriore intensificazione degli scontri. La nostra lotta e la nostra voce sono la vostra voce e la vostra resistenza. La vostra lotta è un’estensione della nostra fermezza e della nostra battaglia della volontà e degli stomaci vuoti dentro le carceri dell’occupante.
Viva la Palestina, libera e araba dal fiume al mare
Viva la nostra insurrezione vittoriosa
Gloria eterna ai martiri, Vittoria al nostro popolo
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