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VICTORY FOR DIMITRI KOUFODINA’S HUNGER STRIKE (ENG-IT)

Tears do not shed tears in the eyes that used to see fires…
The fighters do not bow their heads, they hold the star high with pride …
Nazım Hikmet

Dimitris Koufontinas, political prisoner, on 8/1/2021 began a hunger strike against the retaliatory treatment by the government and law enforcement agencies, who, in violation of their own civil laws, refused to transfer him from Domokou prison to Korydallos prison, where he would have had the right to stay. But once again Dimitri Koufodinas is resisting this umpteenth attempt at annihilation that has been carried out for a long time and in a planned way by the bourgeois state and its governments that through special laws (187 A) and continuous aggravating amendments try to exterminate political prisoners.

On 16/1/2021 he was abducted from his cell to the hospital of Lamia against his will. In the face of this condition, the comrades, Giannis Dimitrakis and Nikos Maziotis (a member of the Revolutionary Struggle), political prisoners and themselves in Domokou prison, started a hunger strike supporting the comrade’s demand. The comrades with this move, demonstrate in practice the great and special importance of the concepts of solidarity and collective struggle.

This hunger strike is taking place at a very special time of economic and health crisis. The Nea Demokratia government is criminally managing the Covid-19 pandemic, launching a fierce social and class attack, restructuring the capitalist state of Greece, passing anti-popular reforms that crush youth, workers, the movement, immigrants, politicians and wider prisoners. In such a situation, the government prefers, instead of strengthening the public health sector, to give millions of euros in NATO military equipment, police equipment, thousands of police recruits and rich gifts to the media. to continue to reproduce like a genuine mouthpiece her speech and political line. Votes for monster bills in relation to labor and education, with the aim of eradicating the labor and student movement. It deepens its relationship of dependence with the imperialist mechanisms of the EU and NATO, through a variety of agreements it signs.

The repression and the doctrine of Law and Order are are the mainstays of state management of the epidemic. This fact becomes clear from the orgy of repression that took place during the demo of November 17 and December 6, from the ever-increasing attack on the anarchist and wider competition movement; with continuous arrests of fighters, anarchists, communists; with exaggerated attacks in political and social rights; with the creation of a police force within the universities and the criminalization of the political action in them; with the invasion of the special teams of police in University Dormitories (FEPA) and in the Polytechnic University and with a multitude of other events. And all this against the background of the deepening capitalist crisis, with the strategy of preventive counter-insurgency playing a prominent role in the government agenda. In the person of Dimitris Koufontinas, the bourgeois state and its persecution mechanisms want to take revenge on all those who did not bow their heads, who did not repent, on all those who remained faithful to the Revolutionary Cause and gave their lives for it.

Because Dimitris Koufontinas is recorded in the historical memory of the movement as such. As a communist, as peoples fighter, an unrepentant revolutionary, as a rebel who practically challenged the state monopoly of violence, returning a share of the daily violence imposed by capital, state and imperialist mechanisms. Because he fought from the bottom of his heart for the interests of the people, the working class and the youth, and today, once again, he continues to resist repressive impunity.

We stand by his side, realizing that the revanchism expressed on his face is part of the
overall social and class attack we are receiving. We know who the real terrorists are. They are the ones who have plunged the working class and society into poverty and insecurity. They are the ones who torture and kill militants and young people. They are the ones who sacrifice the blood of the proletarians on the altar of profit. They are the ones who slaughter the peoples with their wars. They are the ones responsible for the millions who have died that have been expelled. These are the real terrorists. The imperialists, their capital and their state. This was shown by comrade Dimitris Koufontinas with his political action and his determination.

We, for our part, show our undivided solidarity with our comerade, in order to achieve his request, fighting with him until victory.
VICTORY FOR HUNGER STRIKE OF POLITICAL PRISONER DIMITRIS KOUFONTINAS
HIS DEMAND MUST BE ACCEPTED
PATIENCE, POWER, FAITH IN CASE. WE ARE RIGHT!
SOLIDARITY IS THE WEAPON OF THE PEOPLE
Anti-Imperialist Front

**IT
VITTORIA PER LO SCIOPERO DELLA FAME DI DIMITRIS KOUFONTINAS

“Le lacrime non versano lacrime negli occhi che vedevano gli incendi…
I combattenti non chinano la testa, tengono alta la stella con orgoglio…”
Nazım Hikmet

Dimitris Koufontinas, prigioniero politico, l’8/1/2021 ha iniziato uno sciopero della fame contro il trattamento di ritorsione da parte del governo e delle forze dell’ordine che, in violazione delle loro stesse leggi civili, hanno rifiutato di trasferirlo dalla prigione di Domokou a quella di Korydallos, dove avrebbe avuto il diritto di rimanere. Ma ancora una volta Dimitri Koufodinas resiste a questo ennesimo tentativo di annientamento che viene portato avanti da tempo e in modo pianificato dallo stato borghese e dai suoi governi che attraverso leggi speciali (187 A) e continui emendamenti aggravanti cercano di sterminare i prigionieri politici.

Il 16/1/2021 viene rapito dalla sua cella all’ospedale di Lamia contro la sua volontà. Di fronte a questa condizione, i compagni Giannis Dimitrakis e Nikos Maziotis (membro di Lotta Rivoluzionaria), prigionieri politici e loro stessi nel carcere di Domokou, hanno iniziato uno sciopero della fame sostenendo la richiesta del compagno. I compagni con questa mossa, dimostrano in pratica la grande e speciale importanza dei concetti di solidarietà e lotta collettiva.

Questo sciopero della fame si svolge in un momento molto particolare di crisi economica e sanitaria. Il governo di Nea Demokratia sta gestendo criminalmente la pandemia di Covid-19, lanciando un feroce attacco sociale e di classe, ristrutturando lo stato capitalista della Grecia, approvando riforme antipopolari che schiacciano i giovani, i lavoratori, i movimenti, gli immigrati, i politici e più in generale i prigionieri. In una tale situazione, il governo preferisce, invece di rafforzare il settore della sanità pubblica, dare milioni di euro in attrezzature militari della NATO, equipaggiamenti alla polizia, migliaia di reclute della polizia e ricchi bonus ai media, per continuare a riprodurre come un autentico portavoce il suo discorso e la sua linea politica. Vota per disegni di legge mostruosi in relazione al lavoro e all’educazione, con l’obiettivo di sradicare il movimento operaio e studentesco. Approfondisce la sua relazione di dipendenza con i meccanismi imperialisti dell’UE e della NATO, attraverso una varietà di accordi che firma.

La repressione e la dottrina della Legge e dell’Ordine sono i pilastri della gestione statale dell’epidemia. Questo fatto diventa chiaro dall’orgia di repressione che ha avuto luogo durante le manifestazioni del 17 novembre e del 6 dicembre, dall’attacco sempre più forte al movimento anarchico e alla competizione più ampia; con arresti continui di combattenti, anarchici, comunisti; con attacchi esagerati ai diritti politici e sociali; con la creazione di una forza di polizia all’interno delle università e la criminalizzazione dell’azione politica in esse; con l’invasione delle squadre speciali di polizia nei dormitori universitari (FEPA) e nel Politecnico e con una moltitudine di altri eventi. E tutto questo sullo sfondo dell’aggravarsi della crisi capitalista, con la strategia della contro-insurrezione preventiva che gioca un ruolo di primo piano nell’agenda del governo. Nella persona di Dimitris Koufontinas, lo stato borghese e i suoi meccanismi di persecuzione vogliono vendicarsi di tutti coloro che non hanno chinato la testa, che non si sono pentiti, di tutti coloro che sono rimasti fedeli alla causa rivoluzionaria e hanno dato la vita per essa.

Perché Dimitris Koufontinas è registrato nella memoria storica del movimento come tale. Come comunista, come combattente dei popoli, come rivoluzionario impenitente, come ribelle che ha praticamente sfidato il monopolio statale della violenza, restituendo una parte della violenza quotidiana imposta dal capitale, dallo stato e dai meccanismi imperialisti. Perché ha lottato dal profondo del suo cuore per gli interessi del popolo, della classe operaia e della gioventù, e oggi, ancora una volta, continua a resistere all’impunità repressiva.

Siamo al suo fianco, rendendoci conto che il revanscismo espresso sul suo volto è parte del generale attacco sociale e di classe che stiamo ricevendo. Sappiamo chi sono i veri terroristi. Sono quelli che hanno fatto sprofondare la classe operaia e la società nella povertà e nell’insicurezza. Sono quelli che torturano e uccidono i militanti e i giovani. Sono quelli che sacrificano il sangue dei proletari sull’altare del profitto. Sono loro che massacrano i popoli con le loro guerre. Sono loro i responsabili dei milioni di morti che sono stati espulsi. Questi sono i veri terroristi. Gli imperialisti, il loro capitale e il loro stato. Lo ha dimostrato il compagno Dimitris Koufontinas con la sua azione politica e la sua determinazione.

Noi, da parte nostra, mostriamo la nostra indivisa solidarietà con il nostro compagno, per realizzare la sua richiesta, lottando con lui fino alla vittoria.
VITTORIA DELLO SCIOPERO DELLA FAME DEL PRIGIONIERO POLITICO DIMITRIS KOUFONTINAS
LA SUA RICHIESTA DEVE ESSERE ACCETTATA
PAZIENZA, FORZA, FEDE NEL CASO. NOI SIAMO NEL GIUSTO!
LA SOLIDARIETÀ È L’ARMA DEL POPOLO
Fronte Anti-Imperialista

 



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